Le nobili famiglie e loro dimore - Comune di Cologno Monzese

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Le nobili famiglie e le loro dimore

 

Tra i secoli Sei e Settecento, oltre ai latifondi di origine monastica, si diffusero quelli della nobiltà milanese tra cui: il fondo di Cavarossa dei conti Alfieri, quello dei conti Besozzi e Andriani, la tenuta del Metallino dei conti Airoldi, e altri. Nobili famiglie, legarono il proprio nome a quello di Cologno: le famiglie Andriani, Airoldi, Alfieri, Besozzi, Cacherano, Casati, Citterio, Sormani, Trivulzio, Venino, Visconti di San Vito.

Tra i più pregevoli edifici civili di Cologno troviamo le residenze di queste nobili famiglie, alcune oggi trasformate in edifici pubblici, altre ancora da restaurare ma che conservano il loro antico splendore.

 

Villa Besozzi-Casati 

 

Ingresso Villa Casati - foto storica

 

I nobili Besozzi abitarono la villa fin dalle sue origini. Nel 1592 Giovanni Paolo Besozzi ereditò il latifondo di Cologno.

La villa in epoca medioevale era proprietà del monastero di Sant’Ambrogio. L’edificio è sicuramente edificato sul basamento di un’antica “casa forte”: infatti, tutto l’insediamento medioevale di Cologno era sviluppato lungo gli argini di un fontanile, ora coperto, che percorreva da sud a nord l’intero abitato. Con il passaggio di proprietà ai Besozzi subisce una prima ristrutturazione, il 1673 è il termine 'ante quem’ dove si può collocare l’intervento architettonico, la data infatti è riportata nella decorazione affrescata di una delle sale del primo piano, attualmente sede del Consiglio Comunale.

 

 

Datazione riportata sul soffitto a cassettoni della sala consiliare.

 

 

La famiglia Casati subentra nel possesso della villa dalla famiglia Besozzi solo il 18 ottobre 1798, data in cui fu venduta a Gaspare Casati, insieme a tutto il patrimonio immobiliare a fondiario posseduto a Cologno dal conte Antonio Besozzi. La “casa forte” viene nuovamente ristrutturata e si trasforma in “palazzo ottocentesco”, diventando luogo di villeggiatura della famiglia milanese dei Casati. Tra i suoi esponenti più illustri troviamo il conte Gabrio Casati (vedi paragrafo Personaggi illustri).

Infine divenne proprietà dei marchesi Visconti di San Vito, a seguito del matrimonio - celebrato il 9 settembre 1891 - tra Roberto Visconti di San Vito e Anna, ultima esponente della famiglia Casati.

Nel 1968 divenne proprietà del Comune di Cologno Monzese, è l’attuale sede Municipale.

 

 Villa Casati visione panoramica dall'alto 

Villa Casati, presenta un impianto a ferro di cavallo con le due ali laterali più basse e il corpo centrale aperto sulla corte d’onore. Nell’ala laterale sinistra è visibile sulle coperture un piccolo arco in mattoni poggiato su due pilastrini con una campana al centro, indizio che fa pensare alla presenza di una cappella gentilizia oggi scomparsa. A nord invece nell'ala laterale di destra si inseriscono altri corpi edilizi, con un cortile minore, che in origine erano la corte rustica, e si estendono fino ad incontrare la superstite torre medievale, situata sull'angolo nord-occidentale dell'isolato. La torretta e i locali sul lato nord sono sede della Biblioteca Civica.

 

 

 

Stemma famiglia Casati

Il corpo principale è a due piani, al piano terra troviamo un portico a tre arcate su colonne binate e al primo piano cinque finestre, di cui la mediana con balconcino dalla ringhiera in ferro battuto. Il portico è coperto da un soffitto ligneo a cassettoni con tracce di decorazione pittorica policroma, qui si aprono porte incorniciate da quadrature, probabilmente ridipinte e modificate nel XIX secolo. Sulla parete est, entrando dall'apertura centrale del portico, è dipinto lo stemma concesso da Vittorio Emanuele II al conte Gabrio Casati.

Scalone d'onore Villa Casati

 

Negli ambienti interni del corpo centrale, troviamo rappresentazioni di scene mitologiche guerresche; a destra del portico inizia lo scalone d'onore, costituito da due rampe parallele in un vano dall'impianto rettangolare, con balaustrata in pietra arricchita da tre statue di amorini, uno semi coricato, gli altri a cavalcioni di un'aquila e con un cesto di fiori sul capo.

Nei locali al primo piano attualmente adibiti a ufficio del Sindaco, sala giunta e sala consiliare, troviamo ampi saloni decorati con soffitti a cassettoni lignei dipinti e fasce con affreschi tardosecenteschi di ambito lombardo, che corrono lungo le pareti in alto immediatamente sotto i soffitti a cassettoni. In questo modo c’era lo spazio per rivestire la parte sottostante dei muri con tappezzerie e arazzi preziosi, così come è documentato da una serie di fotografie  dell'inizio del XX secolo in cui si vedono anche gli arredi storici.

 

Negli affreschi al piano terra troviamo vari paesaggi con edifici in rovina o marine, raffigurazioni personificate delle arti, mentre nella sala consiliare al primo piano, episodi dell'Orlando furioso.

Affresco Angelica e Orlando

 

In un interessante studio iconografico del prof. Andrea Spiriti[8], si evince che il ciclo decorativo è frutto di quattro momenti distinti. Molti i legami politici e culturali con Bartolomeo III Arese (Presidente del Senato e Presidente del Consejo de Italia) riscontrabili anche in affinità pittoriche con Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno e altri castelli, chiese o dimore private, tutte attribuibili agli stessi artisti su committenza dell’Arese.

 

[8]Andrea Spiriti “Palazzo Besozzi-Casati di Cologno: iconologia di una grande dimora barocca”, Comune di Cologno Monzese, (non pubblicato).

 

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