I Longobardi e i Monaci Benedettini - Comune di Cologno Monzese

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I Longobardi  e i Monaci Benedettini

 

 

Sigillo Longobardi

Quasi tutte le chiese dei dintorni dipendevano da Monza, ad eccezione di alcune tra cui la cappella San Giorgio di Cologno che apparteneva al Monastero di Sant’Ambrogio. Parte dei diritti su questa cappella, insieme con una “curtis” e uno “xenodochium” (ospizio per pellegrini, per vecchi e ammalati), furono donati alla fine dell’VIII sec. dal gasindio (un consigliere dei re longobardi) di nome Ariberto. “Sulla carta di donazione si leggeva che le proprietà erano state regolarmente cedute al Monastero a condizione che ogni anno, nella settimana di Passione, fossero sostentati dodici poveri  a suffragio dell’anima del donatore”. [5]

Nel IX sec. quasi tutto il territorio di Cologno apparteneva alla famiglia Leopegidi di origine longobarda. Nel “Codex Diplomaticus Langobardie” esistono oltre 1000 documenti riguardanti la nostra regione. Cologno Monzese è la località che supera tutte le altre, ad eccezione della sola Milano. In poco meno di un secolo, i Leopegidi, persero tutti i loro territori in Cologno a favore dei Benedettini del Monastero di Sant’Ambrogio di Milano. I numerosi documenti su Cologno che si trovavano nell’archivio del Monastero di Sant’Ambrogio sono dal 1797 conservati nell’archivio di Stato. Nel catasto del 1750 i monaci risultano i maggiori proprietari di terre in Cologno.

 

 

Sigillo proprietà Monastero di Sant'Ambrogio

 

“Il sigillo medioevale di Cologno risale al periodo della sua dipendenza dal Monastero di Sant’Ambrogio e riporta l’iscrizione SIGILLUM LOCI COLONIE. Si comprende anche perché nello stemma ufficiale del Comune di Cologno Monzese, sia stato incluso, nella partizione verde di sinistra, il pastorale abbaziale”. [6]  Sant’Ambrogio è anche il patrono della Città di Cologno Monzese.

 

 

Alla fine del IX sec. ai due Enti ecclesiastici proprietari in Cologno, Pieve di San Giuliano e Monastero di Sant’Ambrogio, se ne aggiunge un terzo: la basilica di San Giovanni Battista di Monza. E’ dell’anno 892 il primo documento di presenza monzese.

A partire dall’anno 896, per difendersi da arabi e ungheri, anche Cologno dovette cingersi di mura e diventare un “castrum”. “La prima notizia certa della costruzione del “castrum” in Cologno è del 943,” [7] ma del castello, la cui costruzione fu precedente al 943 è rimasta solo l’omonima piazza Castello.

Alla fine del X sec. Monza cerca di ampliare i suoi possessi, riuscendo ad annettere, nel 956, la Pieve di San Giuliano.

Il Monastero di Sant’Ambrogio e la basilica di San Giovanni Battista di Monza risultano proprietari in Cologno fino ai secoli XVII-XVIII. Successivamente una piccola parte di Cologno entra a far parte del feudo dei nobili Trivulzio che diventano proprietari dell’area denominata Bettolino freddo. A questa nobile famiglia si richiama lo stemma comunale che riporta i colori verde e oro delle insegne del casato dei Trivulzio.

 

[5] Giuseppe Severi, Cologno Monzese dalla sua storia le radici del 2000, Comune di Cologno Monzese, 1999.

[6] ibidem nota [5]

[7] ibidem nota [1]

 

 


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