Le Ville-Cascina - Comune di Cologno Monzese

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Le Ville-Cascina

 

Metallino e Cavarossa sono le uniche due cascine con villa signorile separata dagli edifici rurali, dotate anche di Oratorio.


 

Metallino

Cascina Metallino il ponte sul Naviglio Martesana


Cascina Metallino e ponte sul Naviglio Martesana

 

Giovanni Giacomo Corte (orefice) fu il primo proprietario dell’antica villa-cascina di Metallino, la sua proprietà era costituita da un complesso di fondi accorpati che si estendevano su pertiche 448 nell'area meridionale del Comune prospiciente al Naviglio Martesana. La possessione sulla quale gravitava la cascina Metallino situata alla riva destra del Naviglio, era composta per il 57.59% da aratorio semplice, per il 26.78% da vitato, per il 6.70% da orto e per l'8.93% da prato adacquatorio. Nella seconda metà del '600 i conti Airoldi entrarono in possesso del beni detenuti a Cologno da Giovanni Giacomo Corte e Cristoforo Diano. Marcellino Airoldi subentrò al Corte nel 1680. Nel 1752 Antonio Airoldi fece richiesta al Senato per ratificare la vendita della possessione del Metallino ai fratelli Caldara. [33]

 

Antica villa-cascina preceduta da una corte d’onore con approdo sul Naviglio Martesana e cappella gentilizia, l’Oratorio di Santa Maria della Rosa edificato nel 1672. E’ l’unica villa di Cologno insediatasi lungo il Naviglio ed è situata all’altezza del ponte che lo supera, sull’antica strada romana che collegava Milano con Lecco, trasformatasi poi in strada provinciale per Imbersago.

 “Il complesso è costituito da due cortili con schema planimetrico ad U aperto verso il Naviglio su cui sono posti l’imbarco ed un belvedere assiale ad un portico in cinque fornici su colonne d’ordine tuscanico.” [34].

 

[33].A.S.M. Archivio di Stato di Milano

 

[34] Elisabetta Ferrario Mezzadri, Gli insediamenti civili e religiosi (secc. XV-XIX) in : Cinquecento anni di Naviglio Martesana : (1497-1997), a cura di Chiara Tangari - Milano : Provincia di Milano, 1998, pag.130.

 

 

Cavarossa e Bettolino Freddo


 

La località Cavarossa è attualmente una cascina in zona San Giuliano al confine con la cascina Guzzina di Brugherio con la quale è unita in proprietà, ma sino al XVIII sec. costituiva comune autonomo di esclusiva proprietà della famiglia Alfieri, il cui fondo includeva terreni di Cernusco sul Naviglio e Vimodrone. Nel 1841 San Giuliano e Cavarossa, fino ad allora comuni autonomi, furono aggregati a Cologno Monzese. Venticinque anni dopo, con la successiva unione di Bettolino Freddo e Malnido, si raddoppiò l’estensione della superficie comunale.

“In un documento del 1286, un elenco di terreni coltivati per conto del Duomo di Monza sul territorio di Cernusco sul Naviglio, sono elencati tre appezzamenti  ubi dicitur in cavarossa. La localizzazione costituisce un prezioso riferimento storico in quanto attesta la presenza in tale data dell’aggregato rurale.” [35]

 

“La cascina è costituita da un aggregato di notevoli dimensioni in cui è difficile rintracciare un progetto unitario, indice questo di un’edificazione avvenuta in fasi successive. [...] la mappa catastale del 1721 visualizza un impianto planimetrico estremamente articolato. Corpi di fabbrica di differenti dimensioni si aggregano attorno a tre corti, mentre più a nord è indicato l’edificio sacro. Qualche ulteriore informazione è fornita dalle 'Tavole del Nuovo Estimo' (1751) da cui è possibile individuare tramite le destinazioni d’uso attribuite ai diversi fabbricati, la presenza di tre elementi che frequentemente caratterizzavano nel Seicento i complessi rurali di più ampie dimensioni: la 'Casa di propria abitazione' del conte Ascanio Alfieri aperta ad occidente sul giardino all’italiana e sul brolo di 40 pertiche, le residenze rurali e, nettamente staccato dal complesso all’estremità nord-orientale, l’oratorio della Beata Vergine Assunta, tuttora esistente seppur collegato a fabbricati rurali recenti.” [36]

 

 “Discreto è lo stato di conservazione dell’oratorio e dei fabbricati rurali, tuttora adibiti alle originarie funzioni, pesante appare invece il degrado della parte nobile utilizzata quale ricovero per bovini. La conversione d’uso della cinquecentesca residenza degli Alfieri, peraltro attuata in tempi remoti, ne ha determinato il grave degrado che tristemente contrasta con i superstiti partiti decorativi. L’interessante seppur mutilo, esempio di architettura 'colta' ed il suo inserimento in un contesto di edilizia rurale rappresenta un raro esempio della tipologia sul territorio, in un’area agricola che ancora mantiene l’antica morfologia della campagna del Milanese.” [37]

 

Attualmente la cascina Cavarossa è di proprietà dei conti Venino che ne entrarono in possesso nel 1880. La fiorente azienda agricola aveva un tempo dalle 20 alle 50 persone addette ai lavori nei campi e allevamento del bestiame; oggi l’azienda è diretta dal conte Carlo e dal figlio Giulio e ha al suo attivo solo cinque persone che si occupano dell’allevamento di circa 300 capi di bovini per la produzione del latte.

 

[35] [36] [37] ibidem [27]

 

 

 

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