Monastero di S.Ambrogio e la Filanda - Comune di Cologno Monzese

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il Monastero di S. Ambrogio e Filanda

 

Monastero di S. Ambrogio

 

L’antico Monastero di origine medioevale, dal X sec. Sino al 1700 fu abitato dai padri cistercensi del Monastero di Sant’Ambrogio. Si sviluppava su un area molto vasta che comprendeva anche la Chiesa Antica di piazza XI Febbraio.

“Nel X-XII sec. si ha notizia dell’esistenza di un complesso a pianta quadrangolare con corte centrale a forma trapezoidale, come risulta dalle mappe catastali di Carlo VI. Da quanto rilevato si può ipotizzare che l’unica parte di origine medioevale è la facciata Nord, ove si rilevano tracce di finestre ad arco gotiche e romaniche. L’unica parte conservata quattrocentesca è il portico a colonne in granito con volte a crociera tipicamente lombarde”. [3]

“Gli ambienti quattrocenteschi al piano terra lato nord, erano direttamente comunicanti, in ogni ambiente vi sono tracce di antichi camini per il riscaldamento. L’edificio è in cotto, con ambienti che mantengono tracce di affreschi nelle volte. Sino alla mappa del 1930 la tipologia seicentesca si manteneva inalterata a doppia corte. Si presume quindi che in epoca recente (seconda metà del 1900) l’antico lato est era stato demolito per dare posto alla costruzione di un nuovo edificio sulla precedente pianta, adibito ad abitazioni condominiali.” [4]

 

[3] Maria Redaelli, Lettura dell’antico abitato di Cologno con San Giuliano - Cavarossa - San Maurizio dall’epoca tardo romana all’800, Cologno Monzese, Istituto Tecnico Statale Commerciale per Geometri e periti aziendali, 1980/1981.

 

[4] ibidem nota [3]

 


La Filanda

 

Una parte del Monastero di Sant’Ambrogio e precisamente il piano superiore del lato sud, per volontà del proprietario che lì risiedeva, nella seconda metà del 1700 fu destinato a Filanda, consisteva in due saloni con dimensioni di circa 21 x 8 metri. La filanda divenne una delle prime “industrie” di Cologno, qui circa 100 persone, in prevalenza donne, lavoravano i bozzoli che erano prodotti dagli allevamenti dei bachi da seta delle cascine colognesi. Trasformata poi in un laboratorio tessile di nastri e elastici, attività che durò fino agli inizi del 1960.

E’ stata completamente restaurata e adibita ad abitazioni private ed esercizi commerciali. (Vedi anche “La coltivazione dei bachi da seta e il lavoro in filanda”).

 

 

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